Agrolio: extravegine per tradizione
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La storia dell'olio
L’Olio, oro verde sulle nostre tavole, è il dono prezioso di una pianta diffusa e nota ormai in tutto il mondo e oggi simbolo della civiltà mediterranea. Ma la sua storia si perde nei millenni, nei secoli. Si confonde tra realtà e leggenda, mito e religione. Coinvolge spazi, popoli e culture diverse. Ha segnato tradizioni ed economia di intere comunità.

Nei Millenni... ¬
Le radici di questa storia affondano in Medio Oriente. In Palestina sono stati rinvenuti i frantoi più antichi, risalenti a parecchi millenni prima di Cristo. Si diffuse poi in Egitto, a Creta,nell’Attica e in tutto il bacino Mediterraneo grazie a Fenici, Greci e Cartaginesi.
Infatti sono stati i Greci a introdurlo in Italia intorno al 1000 a.C., e gli Etruschi a coltivarlo e a dare il nome al suo frutto più prezioso: eleiva, l’olio. I Romani hanno poi diffuso le tecniche di coltivazione, spremitura e conservazione in tutti i paesi conquistati, imponendo spesso ai popoli sottomessi il pagamento di tributi in olio.
Dopo la caduta dell’Impero e la cessazione dei tributi, gli anni bui del Medioevo lo furono anche per l’olio: con le invasioni barbariche quasi scomparve la pratica colturale dell’ulivo. Sopravvissero solo piccoli oliveti presso alcuni conventi.
...e nei Secoli ¬
Sono stati proprio i frati, soprattutto benedettini, a conservare l’arte della coltivazione della terra e dei suoi frutti e a tenere viva la cultura olearia.
Nel XII secolo si diffusero dei contratti che impegnavano i contadini alla coltivazione in cambio di un fitto, spesso pagato in olio. Gli oliveti ripresero quindi a diffondersi, soprattutto quando il Rinascimento vide nuove tendenze alimentari che abbinavano l’olio agli alimenti importati da Colombo dalle Americhe.
Dopo un’interruzione attorno al 1600, quando la dominazione spagnola aumentò le tasse sulla produzione dell’olio e impose contratti poco convenienti per il coltivatore, la produzione riprese a crescere nel 1700 grazie anche allo svilupparsi del libero mercato e all’esenzione di tasse sugli oliveti. Nel corso dei secoli gli oliveti sono così diventati una caratteristica del nostro paese e soprattutto del paesaggio pugliese.
Nella realtà... ¬
Come dimostrano gli utensili e i reperti archeologici portati alla luce nel corso degli anni, l’olio è sempre stato presente nei usi e nei riti della realtà quotidiana. Oltre all’utilizzo in cucina, per insaporire gli alimenti, l’olio ha avuto funzione cosmetica e curativa.
Gli Egiziani, ad esempio, ungevano di olio i corpi e le teste dei defunti, prima di mummificarli. E anche chi si avvicinava agli idoli, doveva essere prima unto. Inoltre soldati e contadini usavano l’olio d’oliva per proteggere il corpo e le donne lo mescolavano a polveri colorate per preparare cosmetici.
Anche nell’antica Grecia i defunti, adagiati su un letto di foglie di ulivo, venivano cosparsi di olio. Inoltre la gente comune usava ungere corpo e capelli con olio di oliva profumato con essenze di erbe e fiori. Nei giochi dedicati a Zeus i corpi degli atleti venivano frizionati e massaggiati con olio di oliva. I vincitori ricevevano poi anfore di olio e il loro capo veniva ornato da una corona di rami d’ulivo.
In tutte le epoche e presso molte popolazioni l’olio di oliva è stato usato per medicare ferite o ustioni. Inoltre alcuni popoli lo hanno utilizzato come combustibile per le lampade.
Oggi le donne inglesi usano ancora cospargersi il ventre di olio di oliva durante la gravidanza per prevenire le smagliature.
...tra mito e leggenda... ¬
Attorno all’albero di ulivo e i suoi frutti ruotano anche tante leggende e racconti antichi. Gli Egizi attribuivano alla divina Iside, sposa di Osiride, il dono dell’ulivo e l’invenzione dell’oleificazione.
Anche per i Greci l’albero era dono di una divinità, la dea Atena, che per questo importantissimo regalo ottenne da Zeus il patronato di Atene, che prese proprio il suo nome.
Nella tradizione ebraica l’ormai anziano Adamo mandò suo figlio Seth nel Paradiso Terrestre per cercare “l'olio della misericordia”. Qui un angelo diede al giovane tre semi, dicendogli di posarli tra le labbra di Adamo alla sua morte. Dai semi nacquero tre alberi, tra cui l’ulivo.
Un ramo di ulivo era poi quello che, nella tradizione cristiana, la colomba portò a Noè dopo il diluvio universale, per annunciarne la fine.
Ricchissima e anche la simbologia che investe l’ulivo e olio nella tradizione di diverse culture. L’olio nei tempi antecedenti al Cristianesimo simboleggiava la rinascita e la fertilità. Nell’antichità si credeva poi che l’ulivo fosse un albero immortale e indistruttibile, dato che la sua pianta ha una grande capacità di resistenza e di crescere anche da tronchi decapitati o assiderati. Infatti in araldica (scienza che studi titoli cavallereschi, titoli nobiliari, stemmi e armi gentilizie) l’ulivo simboleggia la pace, la vittoria e la gloria immortale.
...e nella religione ¬
Proprio la sua valenza simbolica, l’ulivo è una pianta carica di misticismo. Per i Mussulmani l’ulivo è l’Asse del Mondo, poiché nel Corano si parla di un ulivo benedetto che non sta né ad Oriente né ad Occidente.
Nel Cristianesimo è poi simbolo di Luce Divina, Sapienza, Vita, Rigenerazione, Castità, Prosperità e Pace, e soprattutto simbolo profetico del Cristo incarnato per salvare l’umanità.
Poi la mirra offerta dai Re Magi in dono a Gesù era olio arricchito di aromi e oggi l’olio è utilizzato per i sacramenti del battesimo, della cresima, e dell’estrema unzione.
Con rami d’ulivo Cristo venne acclamato al suo ingresso in Gerusalemme. Per questo durante la Festa delle Palme, in Puglia e in tutto il Sud, ci si scambiano rami di ulivo invece delle palme, nominate dal Vangelo.
Nel nostro presente ¬
Oggi per noi l’olio è soprattutto un prezioso alimento, sano, genuino e saporito. Simbolo mondano di convivialità, l’olio extravergine di oliva è immancabile condimento su tutte le nostre tavole e tipico della cucina Mediterranea. Soprattutto la terra Pugliese è generosa nell’offrire piante di pregiata qualità, il cui olio è apprezzato in tutto il mondo. Andria, poi, è la città pugliese che può vantare una fra le più ricche produzioni olivicole ed olearie.
Da qui proviene il nostro olio, prelibato sapore del nostro presente e frutto dell’esperienza del passato. L’olio extravergine d’oliva Agrolio conserva infatti tutto l’antico sapore nato da una sapienza remota e proveniente da una storia lunga, anche se non millenni. una piccola storia famigliare, quella della famiglia Agresti, che da cent’anni conserva il segreto della genuinità e della prelibatezza di un olio puro e pregiato, perché le cose migliori sono sempre le più semplici e le più naturali.
 
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